Si parte dall’obiettivo, non dalla metrica
Una campagna con i creator può servire a tre cose diverse, e ognuna si misura in un altro modo. Il primo errore è misurarle tutte con gli stessi numeri; il secondo è sceglierli dopo, quando la campagna è già uscita.
Farsi conoscere
L’obiettivo è che più persone giuste sappiano che esistete. Contano le persone raggiunte, le visualizzazioni e quanto vi è costato raggiungerle: il costo per mille visualizzazioni. Contano anche le ricerche del vostro marchio su Google nelle settimane della campagna.
Far considerare il prodotto
L’obiettivo è che chi vi conosce vi prenda sul serio. Contano le interazioni che dicono interesse, cioè salvataggi, condivisioni, domande nei commenti, più dei like. E contano i clic e le visite al sito o alla pagina del prodotto, con il tempo passato lì.
Portare lead e vendite
L’obiettivo è un’azione: una registrazione, un acquisto, un conto aperto. Contano le conversioni tracciate, il costo per acquisizione e, se avete i dati del ricavo, il ROI.
Cosa dicono, e cosa non dicono, le metriche delle piattaforme
- Follower. Dicono quanto è grande un profilo, non quante persone vedranno il vostro contenuto. Non sono un KPI di campagna.
- Visualizzazioni e copertura. Ogni piattaforma le conta a modo suo: una visualizzazione di un Reel non vale un minuto di un video YouTube. Confrontatele solo fra contenuti dello stesso formato.
- Engagement rate. Utile per capire se un pubblico è vivo, ma ci sono due modi di calcolarlo, sulle persone raggiunte o sui follower, e danno numeri molto diversi. Chiedete sempre su cosa è calcolato.
- Like. Il segnale più debole: costano poco a chi li mette e non dicono se qualcuno ha capito cosa vendete.
Come tracciare quello che succede dopo
Le piattaforme vi dicono cosa è successo al contenuto. Quello che succede dopo, sul vostro sito o nella vostra app, va tracciato da voi, e va predisposto prima che la campagna parta.
- Link con parametri UTM, uno per creator. Così in Google Analytics, o nello strumento che usate, vedete visite e conversioni per singolo contenuto, non solo per campagna.
- Codici sconto o referral personali. Catturano chi compra senza cliccare, ma sottostimano chi non usa il codice e sovrastimano quando il codice finisce sui siti di coupon.
- Una landing dedicata. Una pagina che esiste solo per la campagna rende il traffico facile da isolare, e permette di parlare al pubblico del creator.
- Una finestra di attribuzione fissata prima. Per esempio trenta giorni dal contenuto. Qualunque sia, usate sempre la stessa, altrimenti due campagne non si confrontano.
- Le ricerche del vostro marchio. Tante persone vedono un creator e poi vi cercano su Google. Confrontate le ricerche del marchio in Search Console prima, durante e dopo la campagna.
Come si calcolano CPM, CPA e ROI
Non vi diamo medie di mercato: quelle che circolano raramente hanno una fonte, e cambiano molto per settore e piattaforma. Il confronto che conta è fra le vostre campagne. Le formule sono queste, e il costo va preso sempre per intero: compensi dei creator, fee di agenzia, produzione, diritti d’uso.
- CPM, costo per mille visualizzazioni: costo ÷ visualizzazioni × 1.000.
- CPC, costo per clic: costo ÷ clic tracciati.
- CPA, costo per acquisizione: costo ÷ conversioni tracciate.
- ROI: (ricavo attribuito − costo) ÷ costo × 100.
Cosa pretendere nel report
- I dati di ogni contenuto, non solo il totale: così si vede quale creator e quale formato hanno funzionato.
- La fonte dei numeri. Screenshot o esportazioni degli insight nativi della piattaforma, presi dal profilo del creator. Un numero ricopiato a mano non si verifica.
- I risultati di link e codici, con la finestra di attribuzione usata.
- I costi, e i KPI calcolati su quei costi.
- Cosa rifare e cosa no. Un report serve alla prossima campagna, non solo a chiudere questa.
Da noi i KPI stanno scritti nell’Ordine di Incarico di ogni campagna, prima che parta: si misura quello che si è concordato. Se state ancora scegliendo con chi lavorare, ci sono anche le domande da fare a un’agenzia di influencer marketing.
Se vendete prodotti finanziari
Broker, app di investimento, fintech: qui l’iscrizione non basta come conversione, perché fra chi si registra e chi diventa cliente passa molto. Misurate più avanti nel percorso:
- conti verificati, dopo il riconoscimento dell’identità;
- primi depositi o prime operazioni, se il vostro prodotto li prevede;
- lead qualificati, cioè quanti contatti hanno davvero i requisiti, non quanti moduli sono arrivati.
Due avvertenze. La prima: senza il consenso ai cookie una parte di chi arriva dai creator non viene tracciata, quindi i numeri sono una stima per difetto, e vanno letti così. La seconda: nella finanza anche il contenuto va controllato, non solo misurato. Le regole sono nella guida all’influencer marketing per la finanza.
Domande frequenti
Quali sono i KPI più importanti dell’influencer marketing?
Dipende dall’obiettivo. Per farsi conoscere contano persone raggiunte, visualizzazioni e costo per mille. Per far considerare un prodotto contano interazioni utili, salvataggi, clic e visite. Per lead e vendite contano conversioni tracciate e costo per acquisizione. Un KPI scelto senza obiettivo misura qualcosa, ma non la campagna.
Come si calcola il ROI di una campagna con i creator?
ROI = (ricavo attribuito alla campagna − costo della campagna) ÷ costo della campagna × 100. Il costo comprende compensi dei creator, fee di agenzia, produzione e diritti d’uso. La parte difficile non è la formula ma il ricavo attribuito: serve tracciarlo prima che la campagna parta.
Il codice sconto basta per misurare le vendite?
No, da solo sottostima. Chi vede il contenuto e compra giorni dopo senza codice non viene contato, e i codici circolano sui siti di coupon. Meglio usarlo insieme a link tracciati, a una landing dedicata e al confronto con le ricerche del vostro marchio nello stesso periodo.
Cosa deve esserci nel report di una campagna di influencer marketing?
I dati per ogni singolo contenuto, presi dagli insight nativi della piattaforma con lo screenshot o l’esportazione, i link e i codici con i risultati, i costi, e i KPI calcolati su quei costi. Un report con solo i totali, o solo like e follower, non permette di capire cosa ha funzionato.
Dopo quanto tempo si misura una campagna?
Le visualizzazioni si stabilizzano nei giorni successivi alla pubblicazione, mentre lead e vendite possono arrivare anche settimane dopo. Conviene fissare prima una finestra di attribuzione, per esempio trenta giorni dal contenuto, e usare sempre la stessa per confrontare le campagne.
Come si misura una campagna per un’app finanziaria o un broker?
Contando più avanti nel percorso: non solo iscrizioni, ma conti verificati, primi depositi o prime operazioni, e per i lead quanti sono davvero qualificati. Senza il consenso ai cookie una parte degli utenti non viene tracciata, quindi i numeri vanno letti come una stima per difetto.
