Prima domanda: vi serve davvero un’agenzia?
Non sempre. Ci sono quattro modi di fare influencer marketing, e ognuno ha senso in un caso preciso.
Fai da te
Cercate voi i creator, li contattate, trattate e controllate i contenuti. Funziona se avete una persona in azienda con il tempo per farlo e parlate con pochi profili che conoscete già. Il costo nascosto è il tempo, e l’esperienza che si fa sbagliando.
Piattaforma
Un software con un database di profili, filtri per pubblico e argomento, strumenti per contattare e misurare. Vi fa risparmiare la ricerca, ma la scelta, la trattativa e il controllo restano vostri. Conviene se avete un team interno che la usa ogni giorno.
Agenzia di influencer marketing
Lavora per voi: capisce l’obiettivo, sceglie i creator, tratta, scrive i contratti, segue i contenuti e vi porta il report. Conviene quando i creator sono tanti, quando non avete i contatti giusti, o quando il settore ha regole che è meglio conoscere prima.
Talent agency
Lavora per i creator: li rappresenta e tratta per conto loro. Se volete un creator preciso e ha un’agenzia, passerete da lì in ogni caso. Non è il vostro consulente: il suo cliente è lui.
Detto con chiarezza: Overdogs fa sia influencer marketing per i brand sia talent management per i creator. Quando vi proponiamo un creator che rappresentiamo, ve lo diciamo. È la domanda numero tre qui sotto, e vale anche per noi.
Le domande da fare prima di firmare
Un’agenzia seria risponde a tutte senza giri di parole. Se su qualcuna tentenna, è già una risposta.
- Come scegliete i creator? Con quali criteri, e guardando quali dati: di cosa parla, a chi parla, dove sta il suo pubblico, come ha lavorato con altri brand. «Ha tanti follower» non è un criterio.
- Lavorate solo con il vostro roster o anche con altri creator? Un’agenzia che propone solo i profili che rappresenta sceglie in un elenco corto. Una che attinge anche a un network ha più scelta.Da noi: partiamo dai creator che seguiamo direttamente, e se servono profili diversi li cerchiamo in un network di centinaia di creator.
- Rappresentate i creator che ci proponete? Non è un problema in sé, ma dovete saperlo, perché l’agenzia guadagna anche dal lato del creator. Chiedetelo per ogni nome.
- Cosa è incluso nella fee? Solo il compenso dei creator, o anche strategia, trattativa, produzione, gestione delle revisioni, report? E le spese vive, come spedizioni e trasferte, chi le paga?
- Come vengono gestiti i diritti d’uso? Se volete riusare i contenuti nelle vostre inserzioni o sul sito, va scritto per quanto tempo, dove e su quali canali. Senza una licenza chiara non è scontato che possiate farlo.
- Chi controlla diciture e regole? «Pubblicità» o «ADV» all’inizio della didascalia, in sovrimpressione nei video, niente «in collaborazione con» al posto della dicitura. Qualcuno deve verificarlo prima che il contenuto esca.
- Cosa c’è nel report, e quando arriva? Quali KPI, con quali dati e da quale fonte. Ne parliamo per esteso nella guida su come misurare una campagna di influencer marketing.
- Cosa succede se un creator non consegna? Ritardi, contenuti da rifare, post cancellati, un creator che si ritira: il contratto deve dire chi lo sostituisce e cosa succede ai soldi.Da noi: ogni campagna ha un Ordine di Incarico con deliverable, tempi, compenso, diritti d’uso e KPI.
I segnali che devono farvi fermare
- Follower senza pubblico. Vi mostrano quanti follower ha un profilo, ma non dove vivono, che età hanno, quante persone vedono davvero un contenuto.
- Nessun contratto per campagna. «Ci mettiamo d’accordo via mail» funziona finché va tutto bene.
- Risultati garantiti. Un’agenzia può garantire i contenuti, i tempi e un report onesto. Vendite e lead dipendono anche dal vostro prodotto e dalla vostra offerta: chi li promette in anticipo sta vendendo la promessa.
- Elenchi di nomi senza motivazioni. Se non sanno spiegarvi perché proprio quel creator per il vostro prodotto, non l’hanno scelto: l’avevano libero.
- Nessuna domanda su di voi. Un’agenzia che vi manda un listino prima di chiedervi obiettivo, prodotto e pubblico non sta costruendo una campagna.
Cosa preparare prima di scrivere a un’agenzia
Non serve un brief perfetto. Ma queste cose fanno risparmiare settimane, e vi permettono di confrontare le agenzie sulla stessa base:
- L’obiettivo: farvi conoscere, far considerare il prodotto o portare lead e vendite.
- Il pubblico: chi volete raggiungere, dove, e chi avete già.
- Il budget, anche come forbice: senza, ogni proposta è un’ipotesi.
- I vincoli: cosa non si può dire, concorrenti da evitare, tempi di approvazione interni.
- Come misurerete: quali dati avete già e quali potete tracciare.
Se lavorate nella finanza, broker, app di investimento, fintech o crypto, le regole sono di più: le trovate nella guida all’influencer marketing per la finanza.
Come lavoriamo noi
Con un approccio consulenziale: prima capiamo cosa vi serve, poi scegliamo chi e come. Partiamo dai creator che seguiamo direttamente e, quando serve, dal network. Ogni campagna ha un Ordine di Incarico. I creator che rappresentiamo possono rifiutare qualsiasi collaborazione: chi dice sì al vostro prodotto lo ha scelto. E oltre al singolo contenuto facciamo production: format, podcast, rubriche social, serie YouTube.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra un’agenzia di influencer marketing e una talent agency?
Il cliente. Un’agenzia di influencer marketing lavora per il brand: sceglie i creator, organizza la campagna e ne risponde. Una talent agency lavora per i creator: li rappresenta e tratta per conto loro. Molte agenzie, compresa Overdogs, fanno tutte e due le cose, ed è giusto che ve lo dicano.
Per fare influencer marketing serve per forza un’agenzia?
No. Se avete una persona in azienda con il tempo di cercare i creator, trattare, controllare i contenuti e misurare, e parlate con pochi profili, potete farlo da soli. Un’agenzia conviene quando i creator sono tanti, quando non avete i contatti giusti, o quando il settore ha regole che è meglio conoscere prima, come la finanza.
Meglio un’agenzia o una piattaforma di influencer marketing?
Una piattaforma vi dà un database di profili e strumenti per contattarli e misurare, ma il lavoro di scelta, trattativa e controllo resta vostro. Un’agenzia fa quel lavoro al posto vostro e ne risponde. Se avete un team interno che sa usarla, la piattaforma costa meno; se non ce l’avete, la paghereste senza usarla.
Chi è responsabile se un contenuto sponsorizzato non ha la dicitura «ADV»?
Il creator risponde di quello che pubblica. Ma quel contenuto è la vostra pubblicità, con il vostro nome sopra: se la dicitura manca, il problema di immagine è anche vostro. Per questo è una domanda da fare prima di firmare: chi controlla le diciture prima che il contenuto esca, e cosa succede se mancano.
Cosa deve contenere il contratto di una campagna?
Almeno deliverable, tempi, compenso, diritti d’uso dei contenuti e KPI, oltre a cosa succede se un contenuto non viene pubblicato o va rifatto. Da noi è l’Ordine di Incarico, uno per ogni campagna.
Un’agenzia può garantire i risultati di una campagna?
Può garantire quello che controlla: i contenuti consegnati, i tempi, la correttezza delle diciture, un report onesto. Non può garantire vendite o lead, perché dipendono anche dal prodotto, dall’offerta e dal momento. Diffidate di chi li promette.
