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Overdogs Agency

Come si scrive ADV, senza sbagliare.

Post, reel, stories, dirette, prodotti regalati, viaggi offerti: dove va la dicitura, quale parola usare e quali scorciatoie non bastano. Le regole AGCOM, tradotte in casi pratici.

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La regola base

Se un contenuto ha una finalità promozionale, chi lo guarda deve poterlo riconoscere immediatamente come pubblicità. Tutto il resto di questa pagina è il modo pratico di rispettare questa frase.

Per AGCOM un contenuto è pubblicità quando c’è almeno una di queste cose:

  • un pagamento, oppure un beneficio anche non in denaro;
  • un accordo di promozione;
  • un’affiliazione o un codice sconto;
  • un rapporto che porta un vantaggio a te o ad altri in cambio della visibilità di un brand, un prodotto o un servizio.

Non esiste una soglia minima: né di compenso né di valore dell’omaggio. Basta un beneficio perché scatti l’obbligo. E taggare il brand, mettere il link o il codice sconto non è una dichiarazione: serve una dicitura scritta.

Le parole giuste, e quelle che non bastano

Sempre accettate

  • «Pubblicità», «Advertising», «ADV», anche nella forma «ADV+Brand», e formule equivalenti immediate e non ambigue come «Sponsorizzato da…»;
  • per un prodotto ricevuto in regalo: «gifted by…» o «prodotto inviato da…»;
  • per ospitalità, servizi o inviti senza contratto: «#invitedby…» o «invitato da…», indicando chi ha offerto.

Non idonee

  • «In collaborazione con» e «in partnership with», quando c’è una committenza: non rendono chiara la natura pubblicitaria;
  • «Supplied by» e «fornito da»: al loro posto si usano «invitato da» per ospitalità e servizi, «gifted by» per i prodotti;
  • etichette ambigue come «#noadv» o «#npadv» per segnalare un contenuto non commerciale. Non è necessario segnalarlo; se vuoi farlo, scrivilo chiaro, per esempio «contenuto personale – nessuna collaborazione».

E l’etichetta della piattaforma?

«Partnership retribuita», «contenuti brandizzati» e simili possono aiutare, ma non sostituiscono la dicitura scritta. Se lo strumento non c’è o non si vede bene, la dicitura va comunque in sovrimpressione o in apertura di didascalia. Se le regole della piattaforma e quelle di legge non coincidono, si rispettano tutte e due, scegliendo la soluzione più chiara: strumento nativo più dicitura.

Dove va, formato per formato

FormatoCosa scrivereDove
Post con didascalia«Pubblicità» o «ADV»All’inizio della didascalia, comunque prima del tasto «altro»
Post con hashtag#adv (anche come testo, non per forza hashtag)Entro i primi tre hashtag, visibile senza clic
Reel, TikTok, video YouTube«Pubblicità» o «ADV»In sovrimpressione nelle prime scene e in descrizione
Stories e contenuti a scadenza«Pubblicità» o «ADV»In sovrimpressione, ben leggibile, su ogni story promozionale
Dirette«Pubblicità» o «ADV»In overlay, ripetuta durante la diretta, soprattutto con call to action
Repost di contenuti legati a un brandLa dicitura adatta, più il nome del brandNel contenuto ripubblicato
Prodotto ricevuto in regalo«gifted by…» o «prodotto inviato da…»Come per un post o un video
Evento con un contratto in corso«Pubblicità» o «ADV», più il brandCome per il formato usato
Invito, viaggio o ospitalità senza contratto«#invitedby…» o «invitato da…»Come per il formato usato

I casi che creano dubbi

Il prodotto regalato

Di regola si dichiara con «gifted by…». Si può omettere solo se valgono tutte insieme queste condizioni: il prodotto non è il centro del contenuto, non mostra loghi o segni riconoscibili, non c’è una collaborazione in corso, il prodotto non è già stato protagonista di contenuti adv o gifted, e al brand non concedi di riutilizzare o condividere il contenuto.

Se nello stesso contenuto ci sono prodotti comprati e prodotti regalati, specifica a quali si riferisce la dicitura, per esempio «maglione gifted by…».

Gli sconti

«Gifted by» vale per i benefit legati al tuo essere creator: sconti personalizzati, omaggi, invii PR. Non per gli sconti che chiunque può avere, come saldi, newsletter o programmi fedeltà.

Eventi, viaggi e recap

  • Evento con un rapporto promozionale in corso, anche se l’evento non è nel contratto: «Pubblicità» o «ADV», indicando il brand.
  • Invito senza contratto: «#invitedby…» o «invitato da…».
  • Recap e contenuti successivi, anche giorni o settimane dopo: la dicitura serve se il brand o l’evento sono ancora riconoscibili, per loghi, tag, location, citazioni o call to action. Se il contenuto è neutro e un utente medio non ci riconosce il brand, può non servire.
  • Contenuti «personali» durante un viaggio offerto: senza dicitura solo se davvero neutri, cioè senza richiami al brand, tag o loghi. Nel dubbio, «#invitedby…».
  • Video-intervista durante l’evento di un brand: se la ripubblichi e il brand si riconosce, vale la stessa regola dell’evento.

Dopo la fine della collaborazione

Se il contenuto resta collegato al brand o al prodotto, per prudenza la dicitura resta almeno per i 3 mesi successivi. Dopo si può togliere, se l’uso è ordinario e non promozionale.

Branded content

Un tuo contenuto editoriale che integra un marchio o un prodotto in cambio di un compenso o di un beneficio, qualcosa di simile al product placement, va dichiarato come comunicazione commerciale.

Autopromozione

Se promuovi qualcosa di tuo e non c’è nessun accordo con terzi, la segnaletica non serve quando la natura promozionale è evidente. In particolare: le opere di cui sei autore o interprete, come libri, brani musicali o contenuti artistici, e i prodotti con un marchio che coincide con il tuo nome o il tuo nickname.

Beneficenza

  • Supporto spontaneo, senza inviti né benefit: nessuna dicitura.
  • Invito o omaggio: «invitato da» o «prodotto inviato da».
  • Iniziativa che unisce un brand e un ente, con invito o prodotto che arrivano dal brand: «Pubblicità» o «ADV», indicando il brand.
  • Contenuti fatti gratis per un brand o un ente: è comunque promozione. «Pubblicità» o «ADV», oppure una formula che dica anche la gratuità, come «promoted by… (for free)».

Filtri e ritocchi

Vanno dichiarati se alterano in modo sostanziale la percezione: standard estetici illusori, o effetti che sembrano dovuti al prodotto. Non per le correzioni marginali.

Se superi le soglie: gli influencer rilevanti

Sei un influencer rilevante se raggiungi almeno 500.000 follower oppure 1.000.000 di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma. Basta una: se superi la soglia su una piattaforma, le regole valgono su tutte quelle dove hai un account.

  • Come si contano i follower: il valore al 30° giorno prima della comunicazione.
  • Come si contano le visualizzazioni: la media dei sei mesi precedenti, visualizzazioni ripetute dello stesso utente comprese. Se la piattaforma non dà il dato pronto, si usa l’analytics disponibile e se ne conserva la prova.
  • Cosa devi fare: compilare il modulo sul sito AGCOM e iscriverti all’elenco degli influencer rilevanti. Non è un albo professionale, è un elenco pubblico tenuto per trasparenza, aggiornato ogni sei mesi, il 15 aprile e il 15 ottobre.
  • Da quando: la prima scadenza era il 5 febbraio 2026, sei mesi dopo la pubblicazione della delibera 197/25/CONS. Chi non si è ancora iscritto pur essendo tenuto deve farlo appena possibile, e comunicare le variazioni quando supera la soglia o ne esce.
  • Cosa cambia: per un influencer rilevante le Linee guida e il Codice di condotta valgono su ogni contenuto, non solo su quelli con un brand. Le regole su minori e diritti fondamentali valgono sempre; l’obbligo di dicitura scatta sui contenuti promozionali.
  • Se non ti iscrivi: le regole valgono lo stesso, e le violazioni possono portare a diffide e sanzioni, decise in proporzione alla gravità.

Sotto la soglia non ti iscrivi, ma sei comunque tenuto alla trasparenza della pubblicità e alla correttezza delle comunicazioni commerciali. E alcuni divieti valgono per chiunque: niente pubblicità di gioco d’azzardo, di tabacco e nicotina, sigarette elettroniche e liquidi compresi, di medicinali e trattamenti con prescrizione medica.

Se parli di soldi, le regole sono di più

Chi parla di investimenti, trading o crypto deve rispettare anche le indicazioni di ESMA e CONSOB: dire cosa comprare può essere consulenza, e un disclaimer non basta. Le trovi nella guida per i creator di finanza.

Metterlo per iscritto prima

Molti errori di dicitura nascono prima del contenuto: un accordo fatto a voce, un brief che non dice cosa è un regalo e cosa è una campagna, un riutilizzo del contenuto concesso senza accorgersene. Da noi ogni campagna ha un Ordine di Incarico che fissa deliverable, tempi, compenso, diritti d’uso e KPI: sapere cosa è stato pattuito è anche il modo più semplice per sapere cosa va dichiarato.

Una sintesi, non una consulenza legale. La fonte sono le Linee guida, il Codice di condotta e le FAQ AGCOM per gli influencer, aggiornate a marzo 2026. Le stesse FAQ avvertono che sono un orientamento: i singoli casi l’Autorità li valuta uno per uno.

Domande frequenti

Basta taggare il brand o mettere il codice sconto?

No. Secondo le FAQ AGCOM il tag, il link o il codice sconto non bastano: serve una dicitura chiara come «Pubblicità», «ADV» o «Sponsorizzato da…», visibile subito, senza che chi guarda debba fare niente.

Posso scrivere «in collaborazione con» o «in partnership with»?

Non se c’è una committenza, cioè se il brand ti paga o ti dà un beneficio in cambio della promozione. AGCOM le considera diciture non idonee perché non rendono chiara la natura pubblicitaria del contenuto.

L’etichetta «partnership retribuita» della piattaforma è sufficiente?

No. Gli strumenti nativi delle piattaforme possono essere utili, ma non sostituiscono la dicitura scritta. Se non ci sono o non si vedono bene, la dicitura va comunque in sovrimpressione o all’inizio della didascalia.

Mi hanno mandato un prodotto in regalo, senza accordi. Devo scriverlo?

In generale sì, con «gifted by…» o «prodotto inviato da…». Puoi ometterlo solo se valgono tutte insieme queste condizioni: il prodotto non è il centro del contenuto, non si vedono loghi riconoscibili, non c’è una collaborazione in corso, il prodotto non è già stato oggetto di contenuti adv o gifted, e non concedi al brand di riutilizzare il contenuto.

Nelle stories basta mettere ADV sulla prima?

No. La dicitura va in sovrimpressione, ben leggibile, su ogni story o clip con contenuto promozionale.

Per quanto tempo devo lasciare ADV dopo la fine della collaborazione?

Per prudenza, se il contenuto resta collegato al brand o al prodotto, almeno per i 3 mesi successivi. Dopo può essere omessa, se l’uso è ordinario e non promozionale.

Devo iscrivermi all’elenco AGCOM degli influencer?

Solo se sei un influencer rilevante: almeno 500.000 follower oppure un milione di visualizzazioni medie mensili su almeno una piattaforma. Sotto quella soglia non ti iscrivi, ma le regole sulla trasparenza della pubblicità valgono lo stesso.

I creator che seguiamo

Persone che seguiamo una per una, e con cui ogni collaborazione parte da un accordo scritto.

  • Carlo Alberto Micheli

    Carlo Alberto MicheliFinanza

  • Stefano Demasi

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  • Investitori Folli

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  • Filippo Angeloni

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  • Tiziano Tridico

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  • MyInvestingLab

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  • Io risparmio

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  • Sasha Rizzo

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